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Lui & Lei

La donna delle pulizie


di Membro VIP di Annunci69.it Curioso917
09.05.2026    |    5.740    |    4 9.8
"La posseggo come non ci fosse domani, una corsa verso il piacere, nessuno dei due è lucido, lei incita di sfondarla e io stantuffo sempre più forte, siamo in un bagno di sudore, resisto oltre..."
La donna delle pulizie




Mi chiamo Livio,il classico uomo qualunque impossibile da notare tra folla,una vita come tante,un diploma, un buon lavoro che fino a poco tempo addietro mi permetteva di vivere con un certo agio e un gruzzoletto da parte, eredità dei miei genitori che purtroppo un brutto incidente mi hanno portato via troppo presto .
Trentaquattro anni,alto un metro ottanta,fisico nella norma, un filo di pancetta tenuta a bada dalle corsette serali,capelli castano chiaro e occhi nocciola, nell'insieme non sono da buttare, almeno credo,sentimentalmente non ho mai brillato, anzi sono una frana, causa il fatto che con le donne sono timido e imbranato.
Da giovane qualche storiella l'ho avuta ma sono sempre state le ragazze a prendere l'iniziativa e a mollarmi quando si stufano.
Poi la svolta ,arriva in ditta una nuova segretaria, senza apparenti motivi ha iniziato a farmi gli occhi dolci,non sono stupido ma non trovavo il coraggio di farmi avanti.
Elisa,bella e sfacciata,la tipica convinta di sé,forse il fatto stesso che tra i colleghi solo io non ci avevo provato le dava fastidio.
Un giorno alla macchina del caffè,in un momento che eravamo soli :” senti Livio,cosa c'è in me' che non và?” “Scusa,cosa vuoi dire?” “Ma insomma,non ti considero uno stupido,sei un bell'uomo celibe e a detta dei colleghi non sei neanche fidanzato,le cose sono due ,se sei gay scusa non l'avevo capito ,oppure mi consideri brutta, però un minimo di gentilezza non guasterebbe,ti comporti da cafone “.
Resto basito non so cosa rispondere, Elisa è bellissima troppo per uno come me:”ho capito,sei uno stronzo, comunque guarda cosa ti perdi”.
Tira su il maglioncino,non porta reggiseno,le tette più belle che abbia mai visto, anche se devo ammettere che non ne ho viste tante dal vivo,resto a bocca aperta senza la capacità di proferir parola,il caffè mi cade macchiando la camicia,
“visto,non sono poi così male, ciao ci vediamo fesso”.
Mi domando perché l'ha fatto, è per dare una lezione a un povero fessacchiotto o le piaccio almeno un po',poi mi dico è impossibile,strano a quell'ora al punto ristoro c'è sempre gente, sicuramente era d'accordo con qualcuno che di nascosto ha assistito alla scena.
Chissà il ridere che si sono fatti alle mie spalle nel guardare la mia faccia, l'unica è fingere che non sia successo nulla.
Un ora dopo devo passare nel suo ufficio,mi preparo psicologicamente,le farò vedere che non sono un burattino nelle sue mani.
“Ciao Elisa “,”Oh chi si vede,vuoi ancora vedere le tette?” "Le ho già viste a sufficienza, comunque belle,tieni questi documenti sono da catalogare,ci vediamo in mensa “.
Ci sono riuscito è ammutolita,che si crede non sono lo zimbello dell'ufficio,se crede che perdo le bave dietro a lei si sbaglia di grosso, meglio solo che con una che non ti rispetta.
Passa una settimana,ogni volta che l'incontro la saluto in modo formale trattandola come nulla fosse successo,per un po' resta sulle sue poi un giorno mi chiama,vado nel suo ufficio e lei chiude la porta dietro di me.
Mi guarda truce:“senti un po',cosa credi di fare,una femmina nostra interesse per tè e tu la tratti a pesci in faccia,chi ti dà il diritto di trattarmi così,io ho solo fatto la prima mossa visto che tu non ti decidevi, comunque grazie che non sei andato a dirlo in giro, resta il fatto che sono offesa“.
Un dubbio,forse non ho capito niente la sua intenzione non era di provocare,voleva solo conoscermi e magari passare del tempo con me,sono un cretino,ora ho rovinato tutto.
Qualcuno tenta di aprire la porta :”perché hai chiuso a chiave”, è la voce del capufficio ,lei reagisce immediatamente.
“Sbrigati infilati sotto la scrivania prima che quello sospetti qualcosa”,penso che non è successo nulla,sono un impiegato senior,non ho certo paura del capo ma Elisa è in prova e non voglio metterla nei pasticci,obbedisco mi rintanò sotto la scrivania.
Lei apre la porta :”mi scusi ho avuto un attacco di mal di stomaco,dovevo andare in bagno ma la porta non si chiude”.
“Ah ok,la farò controllare ma adesso siediti, dobbiamo crollare questi incartamenti”, maledizione sono fregato, speriamo se ne vada presto,lo spazio è angusto per la mia stazza e si mi scappa un colpo di tosse siamo fregati entrambi.
Porta la gonna,volente o nolente mi struscio sulle sue gambe,dio quanto sono belle,per non parlare dei piedini rinchiusi in sandali argentati che mi verrebbe voglia di leccare.
Nonostante la situazione mi eccito da morire, è ridicolo ma sono così ingrifato che se solo mi tocco sborro,devo pensare ad altro ma poi il colpo di grazia, all'inizio era in imbarazzo teneva le gambe serrate ma poi ha iniziato a provarci,allungava i piedini e mi toccava,ad un certo punto non paga ha spalancato le gambe,non portava le mutandine ,mi sono trovato a pochi centimetri dal viso la sua passera ricoperta da rada pelliccia bionda come i suoi capelli.
Ho cercato di resistere ma nemmeno la paura dello scandalo e del conseguente licenziamento è riuscita a fermarmi, Elisa è una vera porcellina invece di starsene buona mi ha stretto tra le gambe la testa,poi la sua mano è scivolata sotto la scrivania e mi ha schiacciato la faccia sul suo frutto profumato,un mix di selvaggio,non potevo resistere oltre,ho iniziato a leccare la topa e succhiare il clitoride come un cagnolino.
Subito ha iniziato a muoversi e ansimare,siamo fottuti ma non importa non posso né voglio smettere il cunilingio.
“Cosa c'è signorina Elisa,si sente male?” “ Mi scusi ,la pastiglia non ha ancora fatto effetto, sento come delle fitte”.
“Tranquilla non c'è niente di urgente ,se sta meglio nel pomeriggio mi chiami”,le risponde tra gli ansimi,io continuo imperterrito e vengo premiato ,si contorce,ha un forte orgasmo,dalla passera escono umori a fiotti mai visto una donna così calda,le lecco tutto e la lingua curiosa le fa anche il bidè “.
“Cazzo alla faccia del timido imbranato “,esco da sotto la scrivania,sarei rimasto a leccare,lei mi tira su e pomiciano come furie,la porca lecca i suoi umori dalle mie labbra,bella,calda e libidinosa, incontrarla è stato un dono dal cielo.
Prima che subentri l'imbarazzo va a chiudere la porta , si mette a pecora appoggiata alla scrivania facendo volare carte dappertutto e si arrotola la gonna in vita.
Una visione spettacolare due chiappe che sembrano finte da quanto sono perfette: “fottimi”, più che una richiesta è un ordine,ho la verga dura come roccia,temo di sborrare subito ma non posso rinunciare a una simile occasione,quando mai mi ricapita nella vita.
Entro in profondità senza difficoltà, i suoi umori sono il miglior lubrificante,cerco di mantenere la calma e resistere il più possibile ma lei ha altre idee,non a caso ha le labbra da pompinara,stringo i denti cercando di ritardare l'inevitabile,lei sembra avere il controllo,ruota il bacino per sentirlo meglio ,mai scopata una così.
Improvvisamente si sfila e si inginocchia di fronte,apre la bocca e la lingua frulla sulla cappella, raggiungo il capolinea impossibile andare oltre,sborro schizzi come un idrante, è da tempo che non faccio sesso forse è per questo che ne faccio tanta.
Lei ne ingoia a golate,non paga l’affonda la verga in gola non so come riesca a non strozzarsi, sembra non essere mai sazia, sembra una vampira succhia sperma,una vera dea del sesso.
Finito si lecca le labbra, ne raccoglie qualche schizzo dal viso e con espressione da porcellina infila il dito in bocca e lo succhia.
“Allora ti piaccio almeno un pochino, vediamo se non sei schizzinoso”,si alza e avvicina le labbra alle mie,non sarà certo il gusto del mio sperma a fermarmi,da ragazzino mi facevo le seghe e lo assaggiavo,ma in ogni caso le sue labbra mi ipnotizzano, limoniamo come disperati fino alla pausa lavoro.
Passata la frenesia subentra l'imbarazzo:”ti conviene andare prima che torni il capo”,non dico nulla,mi tiro su i pantaloni e saluto,non trovo le parole giuste,solo un ciao ci si vede.
Nel pomeriggio mi do da fare per recuperare il tempo perso,perso si fa per dire, è stato l'incontro più bello della mia vita,penso a quanto sono scemo,potevo dargli un appuntamento o almeno chiedergli il numero, adesso penserà che per me è stata solo un'avventura con una facile,mi prenderei a sberle.
È venerdì, normalmente si esce alle quindici ma io mi attardo per finire il lavoro,quando esco il piazzale è deserto, accendo la macchina e parto, faccio appena in tempo a varcare il cancello che la vedo, è in piedi appoggiata alla sua auto.
“Alla buonora,non abbiamo ancora iniziato che tu già mi fai aspettare,sei proprio un cafone”.
Dire restare di merda è poco, balbettò una scusa :”ma dai scherzavo,lo sapevo che avevi del lavoro arretrato ma volevo vederti,sai ti sei dimenticato di chiedermi il numero,io il tuo c'è l'ho,ho l'elenco completo dei numeri dei dipendenti ma non mi sembra bello chiamare per un appuntamento di solito queste cose spettano all'uomo”.
Neanche penso a una risposta,scendo dall'auto e la bacio,pazzesco ma già sentivo la sua mancanza.
“Wow che irruenza,alla faccia del timido, certo che quando ti sblocchi non ti ferma niente”,”scusa hai ragione ma tu mi hai fatto perdere la testa ,giuro che non mi sono mai comportato così con nessuna e poi magari sei fidanzata e quello che è successo è stato un errore “.
“Errore? Che dici mi sono fatta scopare mi hai preso per una puttana?”,porcaccia la miseria ogni volta che apro la bocca faccio un casino, abbasso lo sguardo,ora non mi parlerà mai più.
“Dai smettila,lo so che sei un bravo ragazzo,tieni questo è il numero ora vado a casa, a farmi una doccia,una di queste sere quando ti và telefona non direi di no a una cena in buona compagnia e guarda caso anche stasera sono libera,a proposito non ho intolleranze o allergie,mangio un po' di tutto e amo il pesce,ciao fustacchione”,sale in auto mi manda un bacio con la mano e parte sgommando.
Ormai è un'abitudine lasciarmi come un allocco,mai avrei pensato che una gnocca simile si interessasse a me e per giunta è proprio lo stereotipo della donna dei miei sogni,alta quasi quanto me, capelli lunghi biondissimi e da quanto visto naturali,occhi tinta ghiaccio labbra carnose,e il seno perfetto non esagerato, con i capezzoli che sembrano fatti apposta per essere succhiati ,sembra uscita da un mio sogno erotico.
Corro a casa a prepararmi al meglio, ancora non mi capacito, aspetto con ansia di telefonare,deve passare del tempo,non posso fargli vedere che sono impaziente,le telefonerò alle sette,conto i minuti la voglia di sentirla e tanta,nel frattempo prenoto il miglior ristorante di pesce della provincia.
Finalmente è il momento:”pronto Elisa”,”ciao Livio stavo per telefonarti”, lo sapevo,mi sono illuso:”devi scusami ma non mi ero ricordata di un precedente impegno”,non riesco a proferir parola la voce si strozza in gola a stento riesco a dire:”fa niente sarà per un'altra volta” e riaggancio.
Ho il morale sotto i piedi, sto per disdire il ristorante quando mi telefona.
“Livio ma guarda che sei strano,volevo solo farmi desiderare ma ti sembra che dopo oggi al tuo invito ti pianto in asso,mi sa che non ne capisci di donne,tra una mezz'ora sono pronta, questo è l'indirizzo,un colpo di clacson e scendo,sai vivo con una coinquilina e non mi và di raccontarle i fatti miei,ciao maschione a dopo”.
Probabilmente ha ragione,sono a dir poco confuso, l'ultima che frequentavo non era così complicata,ci vedevamo solo durante il weekend e quando andava vene si finiva a letto poi ognuno tornava alla sua vita.
Elisa è diversa,ti coinvolge,prede l'iniziativa e ha il carattere gioioso anche se non sempre capisco quando scherza,non voglio montarmi la testa,lei è troppo per me ma voglio godermi ogni attimo di lei finchè dura.
È scontato che arrivo prima sotto casa, è un palazzone anonimo in una periferia un po' squallida, attendo l'ora e vado di clacson, pochi colpi per non infastidirla,pensavo di aspettare e invece eccola.
Io tirato lucido,ho indossato l'abito migliore,lei vestita sexy ma non per una serata importante, minigonna di jeans, camicetta corta che lascia il ventre scoperto,uno Swarovski nell'ombelico e autoreggenti scure,ho toppato anche questa.
“Wow che eleganza,sai non sapevo come vestirmi ma tu sei un figo stai benissimo,adoro l'uomo elegante”.
Sarà vero? Se la cosa avrà un seguito cercherò di capire i suoi gusti e adeguarmi,ma ora pensiamo alla serata.
Quando vede il ristorante ha un'espressione di stupore “veramente mi porti lì,sono anni che vorrei andarci,sei un tesoro”,mi bacia con trasporto,ha cambiato profumo,una fragranza così intensa da farmi ubriacare.
Nel locale mi conoscono,non ci vado a mangiare tutte le settimane ma almeno una volta al mese sono cliente,il cameriere addetto a servirci mi guarda sorridendo, è la prima volta che mi vede in compagnia e che compagnia.
“Livio ti conoscono,sei di casa”,”non esageriamo ci vengo spesso tutto qui”, menù assaggio una delizia,costa una cifra ma ne vale la pena.
Elisa non mi lesina sorrisi è soddisfatta della mia scelta e spesso mi provoca facendomi piedino,la tovaglia è lunga,lei col piedino scalzo risale lungo la gamba fino alla patta dei pantaloni facendomi eccitare,non contenta mi fa domande godendo del fatto che balbettò,non sono certo abituato,certe cose non le immaginavo neanche nei sogni.
Una piacevole tortura preludio di una serata da ricordare per la vita,siamo al dolce, produzione artigianale,buonissimi, Elisa sorride sorniona :”umm è una bontà non sai cosa ti perdi,tieni assaggia un po' del mio “.
Mi porge alle labbra un cucchiaino, assaggio,poi Elisa con libidine porta il cucchiaino alla bocca e lo lecca,non vedo l'ora che lo finisca per pagare e uscire dal locale,non c'è la faccio a resistere senza almeno baciarla.
Ormai siamo intimi,in auto le mie mani sembrano i tentacoli di un polipo :” dai non qui,ci possono vedere”,ma come abbiamo fatto sesso in ufficio e ora…
“Portami in un posto tranquillo ho voglia di fare l'amore”, ha detto amore,la parola mi rimbomba in testa, propongo un motel nelle vicinanze:”in albergo? Ma hai visto che coppia,tu elegante e io conciata così,crederanno che mi hai caricata su una strada”.
Penso tra me,cazzo dice,poteva tornare in casa a cambiarsi d'abito,per il ristorante andava bene ma non in albergo e non è certo vestita come una prostituta.
Penso in un lampo a tutte le soluzioni,poi mi dico,che stupido la porto a casa o nella casetta in campagna,un rapido calcolo dei chilometri e le propongo il mio appartamento.
“Non ti scoccia portare una sconosciuta a casa? Cosa potrebbero dire i vicini?” “Che sono un uomo fortunato ad aver incontrato una Venere”,”sei sicuro? Mi sembra troppo presto, ma se va’ bene a tè andiamo”.
I chilometri sono pochi ma la strada sembra non finire mai,la desidero,non vedo l'ora di arrivare.
Finalmente a casa, per fortuna l'ascensore è libero se no la prenderei in braccio e mi farei cinque piani di scale,baci frenetici,finalmente all'attico l'istinto è di fiondarmi in camera ma lei si guarda intorno curiosa.
“Bella casa arredata con gusto,sei sicuro che non c'è lo zampino di una donna, oh c'è anche il terrazzo”,esce si appoggia alla balaustra : “bellissimo da qui si vede tutta la città e le montagne, questo appartamento è una figata “.
“Era dei miei genitori,mamma era architetto,io cerco solo di lasciarlo in ordine”,si attacca alle mie labbra come una sanguisuga,il fratellino mi fa male da quanto è duro.
Non andiamo in camera,improvvisa uno spogliarello, è la prima volta che la vedo nuda,rimango estasiato con una faccia da ebete,lei mi cala pantaloni e boxer mi prende la mazza ,una mano sulla sacca e l'altra sull'asta,dà una leccatina alla cappella,sono in estasi, il mondo non esiste c'è solo lei.
Facciamo l'amore,lei ci sa fare,non è una sprovveduta,si dice che di rado che una così bella sia anche così porca, è lei a condurre il gioco,mi porta più volte sull'orlo di venire per poi farmi prendere fiato.
È una mantide sono pronto a morire per lei, Elisa sa come farmi impazzire,io in quel momento ho un unico desiderio raggiungere insieme l'orgasmo.
Veniamo tra ansimi e grugniti,poi subentra un piacevole torpore, è il momento delle coccole e dei baci,da quel momento mi sento legato a lei indissolubilmente, spero con tutto me stesso che per Elisa non sia solo una parentesi, è stupido ma per lei sento qualcosa di profondo ed è la prima volta in vita mia,forse è questo l'amore.
Non occorre parlaci,si ferma a dormire da me', dormire si fa' per dire,ci vuole poco a risvegliare il desiderio,tre assalti durante la notte poi subentra la quiete.
Mi sveglio che lei ancora dorme,ha un'espressione serena,resterei ore a guardarla, improvvisamente apre gli occhi si stiracchia e mi sorride.
“Livio è stato fantastico,vieni Ho tutta la micetta impastata del tuo sperma,stenditi di fianco a me,adoro il sessantanove ma prima baciami mio bel porcellino “.
Questa era Elisa, dolce e maiala,forse troppo per uno come me,ma mi ha aperto un mondo,e io mi sono buttato a capofitto.
Da quella notte non ci siamo più lasciati,il weekend l'abbiamo passato tra le lenzuola fermandoci solo il tempo per mangiare,ah dimenticavo al contrario di lei io ai fornelli me la cavo.
Due giorni e tre notti, abbiamo percorso tutte le vie del sesso,cose che prima di conoscerla non avrei mai creduto di fare, l'ho infilato in un caldo e accogliente pertugio stantuffando fino a riempirle il budello,provato il massaggio alla prostata, bevuto il mio sperma dalle sue labbra,baciato e leccato ogni parte del suo corpo e molto altro.
Lunedì mattina,il rientro al lavoro,per strada pensavo a come comportarmi, è Elisa allegra come al solito a prendere in mano la situazione,entriamo e mi bacia davanti a tutti come nulla fosse, sguardi divertiti, altri severi e in alcuni si leggeva un pizzico di malcelata invidia.
Durante la giornata ci incontriamo solo al punto ristoro e in mensa,bacini è qualche carezza e nient'altro,poi finalmente arriva l'ora,ci incontriamo nel parcheggio.
“Livio mi accompagni a prendere la mia auto”,il mio timore era che volesse farsi accompagnare a casa e che tutto finisse,del resto non la conosco, avrà la sua vita ma spero ci sia spazio anche per me'.
Arriviamo sotto il suo palazzone,ora è pieno giorno,non mi ero sbagliato è in una zona degradata e priva di servizi, in un posto così è un miracolo che non le abbiamo rubato l'auto.
Mi saluta un bacio a fior di labbra e scende fa due passi e poi torna indietro :”senti,ti andrebbe di ospitarmi per qualche tempo,giusto per conoscerci un pochino””,”ospitarti? Non scherzare considerala casa tua,puoi fermarti quanto vuoi”,il suo volto si illumina è bellissima.
“Ok allora aspettami a casa,il tempo di prendere le mie cose e arrivo”,”aspetta ti aiuto”,la sua espressione cambia:”no,non occorre,mi aiuta la mia inquilina,tu vai ti raggiungo più tardi “.
In condizioni normali avrei dovuto farmi delle domande, perché non vuole che entri in casa sua ma in quel momento l'unica spiegazione è che la casa sarà in disordine.
Dopo un paio d'ore arriva,in auto ha stipato un armadio,facciamo due viaggi per portare tutto nell'appartamento e un paio d'ore per sistemare tutto.
Un vero e proprio trasloco le parole sono superflue,ho una compagna.
Elisa parla poco di lei e del suo passato,so che è nata in un paesino del Friuli,si è diplomata a Trieste e ha girato diverse città,prima di essere assunta da noi e trasferirsi definitivamente,nulla mi è dato sapere del suo passato sentimentale,dice che quando si volta pagina bisogna cancellare tutto e che quel che conta è il presente e il desiderio di costruire il futuro.
Opinione più che rispettabile, peccato che ha voluto sapere tutto di me e della mia vita,certe cose dovrebbero metterti in guardia,ma quando ragioni col cuore esiste un unico pensiero,la felicità di chi ti sta accanto.
Tutto tra noi sembrava funzionare,da parte mia ho chiesto solo la sincerità che reputo basilare,per il resto nessun problema,ognuno può mantenere la propria privacy, coltivare gli hobby e mantenere i propri amici.
Vivere con Elisa era come stare sulle montagne russe,nulla era scontato,per uno come il sottoscritto tutto era entusiasmante,ho provato nuove cose,partecipato a mille attività,lei amava la discoteca,le gite,le gite al mare e le serate con gli amici,ad essere sincero i suoi perché a detta sua i miei erano noiosi .
A letto erano fuochi d'artificio,sa come rendere felice un uomo e anche fuori dal letto mi trattava come l'amore della sua vita,mai uno sguardo truce, sempre la battuta pronta, anche per strada non perdeva occasione di fare effusioni e di sbaciucchiarsi.
Con lei ero rinato a nuova vita, certo qualche difettuccio si era palesato,amava il disordine ,non cucinava e tantomeno rassettava, tutti compiti di cui mi facevo carico volentieri, bastava un sorriso per ripagarmi.
L'amore fa vedere tutto rosa e fiori,e io ero cotto di lei,certo quando esagerava con le uscite serali e rientrava a ore impossibili mi provocava in mix di gelosia e preoccupazione,ma bastavano due carezze e tutto era dimenticato.
Un giorno d'improvviso,”Livio ti va di sposarmi”,me l'ha detto a bruciapelo,in una frazione di secondo ho pensato mille cose,non mi sembrava la persona che anela a mettere su famiglia e allora cosa la portava a chiedere un passo così importante.
“Sei incinta vero?”,”perché lo chiedi e poi dimmi ti sentiresti pronto a diventare padre?”.
Un'esplosione di felicità,già mi vedevo a cambiare pannolini, l'ho abbracciata,abbiamo fatto l'amore,non mi aveva risposto in modo esplicito ma non poteva essere diversamente.
Da quel momento il pensiero erano le nozze e la creatura che aveva nel ventre,io volevo fare le cose in grande per gridare al mondo la mia felicità,lei non era d'accordo.
“Livio inutile buttare soldi inutilmente e poi non sono religiosa,basta una cerimonia in comune con pochi amici intimi”,per la prima volta ho insistito:”dai ci tengo e poi mi dicevi che sono anni che non vedi tua madre,sai mi piacerebbe conoscerla forse perché la mia l'ho persa e poi di che ti preoccupi i soldi li metto io,non ti ho mai chiesto di partecipare alle spese della casa,ogni volta che facciamo shopping pago di tasca mia e al supermercato non ci hai mai messo piede”.
Elisa diventa una furia,mi ingiuria,dice che non l'ho mai amata e che la sto trattando da puttana approfittatrice,cerco di calmarla ma lei esce sbattendo la porta,guardo dalla finestra e la vedo salire su una macchina sconosciuta.
Prima subentra la disperazione e lo sconforto ma poi penso che quello che ho detto è la pura verità,io non la conosco veramente e non basta il sesso per creare una famiglia,questa volta non le andrò dietro,la porta è aperta che scelga lei e se ci sarà un figlio lo riconoscerò e per quanto potrò ne avrò cura.
Venerdì, sabato e domenica,lei non si fa sentire, purtroppo la vita mi ha abituato alle perdite e so di avere ragione,ho sempre accondisceso a ogni suo desiderio e per una volta che voglio impormi ha questa reazione, peccato è stato bello finché è durato,domani si torna al lavoro,la vedrò sicuramente ma questo non cambia la situazione.
Al lavoro la sorpresa,ha preso una settimana di ferie,per un attimo sono tentato di telefonare poi vado dal mio amico al personale e scopro che è da tempo che ha chiesto ferie.
Ho l'umore sotto i piedi,un altra volta ho fatto la figura dello stupido è tempo di cambiare,una cosa ho imparato dal nostro rapporto,non sono una nullità,sono un uomo.
La cosa più fastidiosa è sopportare i sorrisetti dei colleghi in mensa e durante la pausa caffè,nei luoghi di lavoro le notizie corrono in fretta e ancora di più i pettegolezzi.
Sopporto le battutine sarcastiche sempre alle mie spalle senza fare una piega,la cosa crea ulteriore curiosità, è Marisa della contabilità La prima a chiedere.
“Livio ,scusa se lo chiedo”,”vuoi sapere di Elisa?”,”ecco è normale un minimo di curiosità vi vedevo così uniti e …”,”e a volte anche le più belle storie hanno un fine,a proposito ti và di uscire a cena, ovviamente quando sei libera”,ha perso baldanza e sicurezza balbetta un “non so così su due piedi”, sicuramente è stata sorteggiata per chiedermi di Elisa,le dò un buffetto “se cambi idea per la cena fammi sapere,ciao splendida”.
Il lunedì successivo rientra,in casa non c'è mai tornata,ho le videocamere e la sera controllo, è normale domandarsi cosa ha fatto in questa settimana,dove ha dormito,con chi è stata,ma quando l'incontro la saluto con un sorriso “ciao Elisa,ci vediamo presto” e entro in ufficio lasciandola senza parole.
Passano un paio di giorni,con lei poche parole,giusto di cortesia,poi un giorno in mensa viene a sedersi di fronte:”ti ho giudicato male,sei uno stronzo”,”scusa non capisco,ti ho mantenuta otto mesi, sopportato i sorrisetti sarcastici dei tuoi amici,credo o spero soddisfatta a letto,quindi se hai deciso di voltare pagina ben per tè,sei molto bella e un pollo da spennare lo trovi sempre “, sbatte con rabbia il cucchiaio nella minestra,mi scanso e lei si macchia la camicetta, nei tavoli vicini tutti scoppiano ridere:”bastardo maledetto era nuova,questa me la paghi”,”come del resto tutto per il tempo che è durata la relazione,mandami lo scontrino ti faccio un bonifico”.
“Voi che cazzo avete da ridere,pensate alle vostre corna”lascia la mensa furente mentre io tranquillamente finisco di pranzare.
L'ho provocata,forse troppo, l'ho amata, l'ho amata tantissimo,ma ora è chiaro,lei mi ha solo sfruttato,voleva farsi sposare per accaparrarsi il più possibile e probabilmente non è neanche incinta, ho rischiato da brutto, Elisa è una manipolatrice.
Un giorno il capo mi chiama nel suo ufficio,mi racconta un sacco di palle sulla mia inefficienza,lo guardo tranquillamente:”senti Gino,sei libero di licenziarmi ma pensaci bene,certe amanti sono bugiarde e pericolose e Nora tua moglie non è una stupida”impallidisce ho colto nel segno,balbetta parole,gli batto su una spalla :”pensa a quanto ti ho detto e di a Elisa che non serve che mi riconsegni le chiavi,la serratura è nuova,se vuole le sue cose non c'è problema, può venire di persona o mandare qualcun altro,ciao capo pesa a quello che ti ho detto”.
Il giorno successivo la trovo ad aspettarmi fuori nel parcheggio:”ciao Livio,hai vinto tu”,”guarda che non era una gara di furbizia,io ti amavo veramente, peccato non sempre i sogni si avverano”,”perché,ci sono stati malintesi tra noi ma potremmo ricominciare,io ti amo”.
“Elisa dimmi cosa vuoi,anche grazie a tè non sono più il fesso che hai conosciuto,non mi parlare d'amore dopo che hai cercato di farmi licenziare,dai sii seria,ci siamo dato tanto a vicenda e io non ti odio e non andrò in giro a sparlare di tè”.
“Scusami non riesco a essere sincera,ti ricordi dove abitavo? Vivevo con un uomo che poi si è fatto arrestare per rapina,ecco la storia della mia vita è questa,quando trovo uno che mi piace non posso fare a meno di sfruttarlo per poi mollarlo per un altro”,”se ci penso anche tu mi hai dato tanto,mi hai fatto crescere e per questo ti ringrazio,restiamo amici”.
“No meglio di no,torno dai miei a Trieste, la abbiamo un'attività di famiglia e saranno felici che torno”,”e se ero disposto a ricominciare?”,”probabilmente eri fregato,credo a quanto ho detto ma poi…, comunque se questo può consolarti non sono in attesa,anche se credo che saresti stato un padre meraviglioso ma un'ultima cosa ti andrebbe di fare l'amore?”
“Adesso?” “Si vieni con me conosco un posto appartato,non è il caso di dirti con chi ci andavo ma ci tengo molto a un'ultima scopata”.
“Le cose è meglio farle bene,se non hai impegni vieni a casa,ieri ho preparato le lasagne e cambiato le lenzuola”.
Quella sera,anzi il mattino successivo è stata l'ultima volta che ho visto Elisa,le lasagne sono rimaste nel frigo.
Abbiamo scopato come ricci,forse il fatto che era l'ultima volta,ma ambedue eravamo insaziabili, siamo crollati sfatti e sudati che da poco era passata l'alba,ho mandato un whatsapp,in ufficio per dire che non mi sentivo bene,lei ha scelto un po' di capi di abbigliamento da portare con sé ,siamo andati al bar a fare una abbondante colazione e poi ci siamo lasciati da buoni amici con la promessa di sentirci ogni tanto.
Da quella mattina ho avuto solo storie superficiali, quando ti scotti hai paura anche dell'acqua fredda,ora comunicare con le donne mi è più facile e di questo ne rendo meriti a Elisa.
Per fortuna non tutte le donne vogliono relazioni impegnative per diverse ragioni o in una determinata fase della vita, c'è quella scottata di recente, quella che ama solo divertirsi,le divorziate,quelle che vogliono vendicarsi delle corna del marito e quelle che non rinuncerebbero mai alla loro libertà.
A differenza della mia vita precedente ora sono io a prendere l'iniziativa, la mia regola è non fare mai del male,quindi già dall'inizio metto in chiaro le mie intenzioni.
Certo così non sempre ho la compagna per uscire o scalare il letto ma infondo vivo bene con me stesso,amo certi momenti di solitudine e a volte a una serata preferisco la lettura di un buon libro,o passare le giornate di riposo facendo trekking da solo o con amici.
Posso dirmi soddisfatto della mia vita anche se non escludo di trovare la compagna che mi faccia cambiare idea sulla vita in comune.
Ogni sabato mattina arriva Maria,lei è più di una donna delle pulizie,viene a occuparsi della casa da quando ero bambino è come una zia,quando capita che sono a casa ci scambiamo opinioni, lunghe chiacchierate ma nel mentre non smette di rispettare,non l'ho mai vista oziare è come un treno in corsa.
Un giorno ricevo una sua telefonata,mi avvisa che tra un mese smette di lavorare e si trasferisce col marito in Romania,nazione d'origine.
Ho sentimenti contrastanti,sono felice per lei,penso subito ad un regalo, una specie di buonuscita mamma farebbe lo stesso ma d'altro canto penso che non sarà facile trovare una valida sostituta,qualcuna di cui fidarmi e affidare le chiavi di casa.
Il sabato successivo l'aspetto in casa,le chiedo consiglio a chi rivolgermi,lei mi dice che cercherà di informarsi per trovare la giusta sostituta.
Le settimane passano,tra due non verrà più,sono in casa a bighellonare,vedo che vorrebbe parlarmi ma è indecisa.
“Dai Maria vuota il sacco,lo so che hai qualcuna da proporre”,”sai non è facile, cioè di donne disponibili c'è n'è a bizzeffe ma a tè tengo in maniera particolare e non voglio consigliarti male”.
“Ok,ok,mi rivolgerò a una agenzia ma da quanto ho capito avresti qualcuna da consigliarmi,guarda che non sei responsabile ma prima di dare lavoro a chicchessia….”,”ecco ci sarebbe una ragazza è una mia connazionale più o meno della tua età,sai mi fa' un po' pena,ha avuto una vita difficile ma mi sembra affidabile,senti se ti và la prossima settimana la chiamo e veniamo insieme così le spiego la casa,se ti và provala non la conosco più di tanto ma ha estremo bisogno di lavoro e ha buona volontà “.
“Perfetto ma non credere di liberarti di me, verrò a trovarti così ti terrò informata sulla sostituta”,”Livio,non spararle grosse,tu sei un habitué ,vai in ferie sempre nel solito posto ,leggi libri degli stessi autori,e conosci a memoria i sentieri dove vai a fare trekking “.
Cazzo, Maria ha ragione devo imparare a uscire dalla mia comfort-zone .
La settimana successiva si presenta con la ragazza:”Livio ti presento Julia,non parla benissimo italiano,ma è sveglia e conosce il mestiere”.
Lei non mi guarda,tiene gli occhi bassi,ha una capigliatura arruffata rosso carota che sembra non aver mai visti a parrucchiera,indossa abiti da lavoro consumati, è alta quanto me e calza scarpe da ginnastica che sembra abbiano fatto il giro del mondo,
Le tendo la mano,”piacere Livio”,per un attimo alza lo sguardo,ha le lentiggini ma non stanno male in compenso i suoi occhi cerulei sono i più belli che abbia mai visto.
“Mi scusi ho i guanti e se li sfilo non riesco più a metterli”,mi fermo una mezz'oretta e in tutto il tempo sono le uniche parole che le sento dire,non voglio metterla in soggezione,dico a Maria che ci sentiremo più tardi,saluto e esco.
Dopo pranzo telefono a Maria per dirle che aspetto lei e il marito a cena :”ma sei matto,che ti salta in mente”,”niente storie,chissà per quanto e se mai ci vedremo,vi aspetto alle otto e non accettano un no”.
Arrivano puntuali,conosco il marito,un bravo cristo gran lavoratore,mi hanno portato una bottiglia di grappa di prugne tipica della loro zona.
Si mangia e si chiacchiera piacevolmente poi con la forza costringo Maria a mettere in borsa la busta che le ho preparato,ora siamo solo amici.
“Senti Livio non so se sabato Julia viene,sai quando hai detto che mi chiamavi più tardi ha creduto che non ti andava bene, figurati che quando pensava di non essere vista ho visto il suo viso rigato di lacrime”.
“Telefonagli immediatamente,mi sembra una brava donna e poi me l'ha consigliata un amica”,”tze,posso mandargli un piccione viaggiatore,non ci crederai ma non ha il cellulare,comunque passo da lei domattina presto e la convinco a venire”,”Perfetto,per sicurezza dalle le chiavi di casa e dille se può venire mercoledì a farmi i vetri , così non ci sono e non la metto in imbarazzo,a proposito che dici i soliti dieci euro l'ora, magari le darei qualcosina di più dato che è in difficoltà “.
Mi abbraccia:”Livio sei un brav'uomo,come i tuoi genitori ,mi mancherai “.
Martedì sera mi ricordo all'improvviso che la mattina dovrebbe venire Julia,stimo che per pulire bene tutti i vetri ci vorranno quattro ore e lascio in entrata una busta col suo nome con dentro 60€.
La sera al rientro trovo la busta con dentro un biglietto e trenta euro, è scritto sgrammaticato ma si riesce a capire.
“Signor Livio ho impiegato meno di tre ore,le lascio il resto, grazie”.
Ma pensa tè, sabato le parlo, questa ha bisogno,sono io a pagare e io decido.
Venerdì sera,rimpatriata con baldoria con i vecchi amici,mi sveglia il rumore della porta che si apre,a momenti prendo un colpo,poi mi ricordo, maledizione sarà Julia e io sono a letto nudo come un verme,in quel momento si apre la porta,mi guarda a occhi sbarrati,si gira pronunciando parole nella sua lingua e fa per andarsene,mi copro e la raggiungo.
“Dove stai andando”,”me ne vado,non faccio la puttana se è questo che cerca non sono la persona giusta”,”siediti “,il mio più che una richiesta è un ordine.
Lei è terrorizzata,deve aver avuto solo brutte esperienze nella vita.
“Sentimi bene,non ho bisogno di pagare una donna, così mi offendi,se mi hai trovato a letto è perché ho fatto tardi,se vuoi lavorare per me devi accettare le mie regole,vedi tu se ti sta bene andremo d'accordo,in caso contrario restituisci le chiavi e amici come prima”.
Ho esagerato ad alzare la voce,ora sono pentito,mi sa che dovrò cercare un'altra donna delle pulizie.
Il suo sguardo passa da truce a implorante,signore mi scusi sono stata impulsiva,mi tenga per favore ho bisogno di lavorare”.
“Bene,sono le otto e cinquanta,il tuo lavoro comincia alle nove,vieni in cucina che ti preparo un caffè e stabiliamo le regole di casa”,mi alzo lei mi segue ma è in imbarazzo,solo ora mi accorgo che per la fretta non ho indossato nemmeno i boxer.
“Scusa,aspettami”, vado in camera indosso pantaloncini di t-shirt:”ecco così va meglio, vedrò che la cosa non si ripeti”,preparo il caffè con le cialde,due belle tazzine fumanti :”siediti parliamo”,il suo continuo tenere gli occhi bassi e non spiccicare parola mi mette a disagio,spero che il rapporto cambi.
“Allora Julia ho deciso che quindici euro l'ora è un giusto compenso,io di solito il sabato esco prima ma se ci vediamo non pretendo sorrisi ma due parole amichevoli,a proposito ora di do uno smartphone con il caricabatterie e una scheda prepagata,almeno se ho bisogno di te so come cercarti,queste sono le regole,se le accetti andremo d'accordo”.
Mi guarda come fossi un messia,allentò la tensione:”che ne dici del caffè è la qualità che preferisco “,”è buonissimo,lei signor Livio è troppo buono”,”cara Julia,quando metti una persona in casa ci vuole fiducia reciproca,ora vado a fare una doccia e esco ci vediamo sabato prossimo “.
A volte il cervello ti porta a strane conclusioni,prima l'ho assunta quasi per pietà e soprattutto perché consigliata da Maria,ora ho cambiato idea,a parte l'eccessiva timidezza mi piace e detto tra noi non ho mai visto i vetri così puliti, è di poche parole ma a lavorare è una macchina.
Non per compassione ma se posso aiutare qualcuno in difficoltà lo faccio volentieri,in ditta il titolare dell'impresa di pulizia è un mio vecchio amico,le parlo della ragazza,lui dice che c'è bisogno di persone affidabili,lo ringrazio mi riservo di parlare a Julia.
Il sabato successivo, Julia mi telefona ,mi chiede se può arrivare in ritardo,a quanto pare è una mamma single,la figlia ha qualche linea di febbre e aspetta un'amica che possa occuparsene .
“Certo non c'è problema,anzi ora vado a fare trekking, tornerò verso sera, vorrei vederti per qualcosa che potrebbe interessarti”,silenzio, ancora non si fida,:”puoi portare anche la bambina ci vediamo diciamo per le diciotto”,”ma non saprei”,”se hai da fare facciamo un'altra volta ma credo di avere una buona proposta da farti,ok se puoi venire parliamo,ciao Julia “.
A sera rientro sono le cinque il tempo di lavarmi e aspetto,non so se verrà è imprevedibile, invece puntuale suona il citofono, è lei,del resto non aspetto altri.
“Ciao”,”buona sera”,”si buonanotte,dai possiamo darci del tu,non credo che se lo fai resti incinta “,per la prima volta la vedo sorridente,il suo viso si illumina di una luce particolare.
Indossa un abitino giallo a fiori, è liso, consumato da troppi lavaggi ma le sta da dio.
Non riesco a fare a meno di guardarla ma conoscendola devo stare attento:”a proposito non hai portato la bambina e dimmi come sta?” “Meglio la febbre è passata adesso e a casa di un amica che ha una figlia della sua stessa età ed è casalinga,se non ci fosse lei non saprei come fare”,”perfetto, l'importante è che stia bene,senti ti andrebbe di lavorare per un'impresa di pulizie”,i suoi occhi si sgranano stupiti :” un vero lavoro, sarebbe un sogno,sai ho sempre il terrore che i servizi sociali mi portino via Micaela,un questo paese bisogna dimostrare che si può mantenere un figlio e io quel poco che riesco a fare è al nero ma questo posto è lontano?”
“Bhe' saranno cinque chilometri in periferia ma credo ci siano i mezzi pubblici ,“il suo viso cambia espressione”,”senti ma tu dove abiti”,mi dice la via, è qui vicino ,conosco il posto sono palazzine fatiscenti destinate ad essere abbattute, meglio non dirlo.
“Bene, senti mi metto io d'accordo con il mio amico,la mattina vieni qui alle sette e mezza,ti porto io tanto ci lavoro”,”ma “,”niente ma è deciso,dammi un paio di giorni, tranquilla considerati assunta”.
“Maaa…, perché lo fai,tu non mi conosci nemmeno”,”ehm,togliti dalla testa che lo faccio per portarti a letto,anche se devo dire che vederti così mi piaci,lo faccio perché hai bisogno e a me non costa nulla “.
Per la prima volta mi guarda in maniera diversa, diciamo più da femmina,se fosse meno trascurata avrebbe la fila di pretendenti, magari con un po' di tranquillità economica tirerà fuori la bella donna che nasconde.
Mi conosco,non sono più il timido impacciato,se continuo a starle accanto rischio di non resistere all'istinto irrefrenabile di baciarla e potrei rovinare tutto, mi invento un appuntamento nonostante il mio programma è una cena frugale,un po' di lettura e dopo a nanna,la camminata mi ha stancato.
Il giorno successivo mi chiama tre volte per sapere se è confermato il lavoro,le dico di venire domattina puntuale e di non fare colazione.
Come mi aspettavo alle sei e quarantacinque,guardo in strada dal terrazzo ed è lì che gironzola,che brava ragazza,penso che con lei varrebbe la pena coltivare una storia,ma c'è da prenderla con le molle, per carità mi piacerebbe ma l'ultima cosa che vorrei è che ceda alle avance per riconoscenza.
Mi vesto e in quindici minuti sono in strada, Julia indossa il solito vestito,sul viso un'espressione preoccupata:”ehi hai dormito qui sotto?” "Scusa ma non riuscivo a aspettare sono troppo tesa”,”guarda che non devi affrontare un esame,il tuo compito e pulire gli uffici e restare a disposizione,non hai nulla da temere sei assunta”.
La cosa non la tranquillizza,agita nervosamente le mani,non riesce a tenerle ferme,devo insistere per fargli prendere cappuccino e cornetto,e poi si parte,per fortuna ci vuole poco ad arrivare.
Mi segue lungo il corridoio come un condannato a morte,entro negli spogliatoio delle donne chiedendo permesso,il mio amico è lì ad aspettare.
“Ciao tu devi essere Julia la sua protetta,bene questa e la divisa e le scarpe di sicurezza,vai là dietro a cambiarti e poi torna qui che ti faccio vedere il lavoro di routine,poi se finisci ritorna qui e mettiti a disposizione,una settimana di prova e se vai bene sei assunta con inquadramento sindacale,ok”, fa' un cenno di assenso con la testa:”Julia, Giovanni non è un lupo mannaro,adesso ti lascio passo a mezzogiorno se hai finito andiamo insieme in mensa”.
Mi guarda allontanarmi preoccupata,il mio amico si gratta la pelata sicuramente pensa di aver fatto un cattivo affare.
Quando torno a cercarla sta pulendo gli spogliatoi,mi vede,sul viso un sorriso:”ma qui c'è poco da fare ,in due ore ho finito e nessuno è venuto a cercarmi ma dimmi scherzavi quando dicevi della mensa?”
“Dai vieni,ti assicuro che non si mangia male,di solito c'è il vostro tavolo ma facciamo un eccezione e mangiamo insieme ma mi raccomando gli ambienti di lavoro a volte sono una giungla,cerca di farti voler bene dalle colleghe e non pestare i piedi a nessuno “
Passiamo al self service,devo dirle che può scegliere un primo,un secondo e un contorno, acqua liscia o gasata e una bibita,sul lavoro non sono permessi alcolici.
Pranziamo,lei si guarda in giro come fosse in un ristorante di lusso ,per lei tutto è nuovo,più che stupita è incredula,dopo pranzo torno in ufficio e lei nello sgabuzzino.
Alla chiusura l'aspetto al parcheggio,escono in tre si salutano,bene così si fa',temevo che il suo carattere introverso non fosse capito dalle colleghe ma sembra tutto bene.
In auto sale un'altra persona,durante il viaggio di rientro non sta mai zitta,descrive tutto quello che è successo nella giornata.
Mi piace il suo accento strano e il suo entusiasmo da ragazzina,poi si intristisce:”Livio tu che dici ho speranza di essere assunta”,”ci scommetto lo stipendio,adesso dimmi dove ti porto?”.
La lascio vicino alla casa dell'amica,mi prende la mano e la stringe tra le sue,un gesto di riconoscenza,il primo contatto,scende e si dirige verso una casetta,io riparto per non metterla in imbarazzo,pazzesco quel semplice contatto mi ha fatto eccitare,devo darmi una calmata,arrivo a casa e mi faccio una doccia fredda,cosa mi sta capitando,forse è solo perché non posso averla, sveglia Livio ti metti nei casini.
Tutte le mattine mi aspetta sotto casa e insieme andiamo al lavoro,dopo quindici giorni all'uscita dalla ditta mi corre incontro e mi abbraccia .
“Mi hanno presa,Dio mio è fantastico, sono felice “,poi si accorge di stringermi forte e di colpo si stacca e allontana :”bene direi di festeggiare,che ne dici tu e la bambina di venire a cena da me, naturalmente cucino io”.
Si capisce che sta cercando una scusa per glissare l'invito,non insisto, voglio rispettare i suoi tempi, quell'abbraccio è stato un grande passo avanti.
La verità è che mi è entrata nel sangue, inutile negarlo,torno a casa sconsolato,non ho voglia di toccare cibo, meglio non pensarci se no impazzisco.
Alle nove suona il citofono , è la sua voce,a casa mi piace mettermi comodo,mi infilo dei jeans e apro,mi fermo sulla porta ad attendere l'ascensore.
Mi aspettavo venisse con la figlia, sarà stupido ma resto deluso in fondo presentarmela è qualcosa di intimo,un passo avanti.
“Ciao, è questa l'ora di presentarsi a cena?” “Scusa ma non me la sento, però ho preparato un dolce”,”Perfetto ho del cartizze gelato” ,”ma veramente volevo lasciarlo per tè, Micaela mi aspetta “,”è a casa da sola?” “ No non mi fido, c'è brutta gente nel quartiere “,”quindi è dalla tua amica,vai a casa di un uomo con un dolce fatto con le tue mani e torni subito, penserà che sei strana,dai siediti “.
Non devo ripeterlo,è di casa,prende piattini, stoviglie e bicchieri,sono da acqua ma non importa,stappo con il botto,e servo, mentre lei taglia il dolce.
“Lo sai è da quando ti conosco che speravo in questo momento “,”non capisco “,”passare del tempo solo con tè e non per lavoro “,arrossisce devo camminare sulle uova per evitare che si innervosisca.
La torta è squisita,c'è ne facciamo un'altra fetta ,non riesco a non guardarla,lei ogni tanto per evitare il mio sguardo abbassa gli occhi.
Poi del tutto inaspettato:”Livio ho capito che ti piaccio anche se non capisco perché,sono brutta e tu puoi avere di meglio,e..e.. anche tu mi piaci,sei bello e gentile,nessuno mi ha mai trattata, così,ma ho paura,paura di innamorarmi,nella vita ho già sofferto per amore,e poi non puoi metterti come me,ho una figlia di otto anni ed è la ragione della mia vita,ecco adesso te l'ho detto “.
“Senti Julia per me sei bellissima dentro e fuori,sei un fiore in procinto di sbocciare,devi solo credere in tè ,la verità è che non solo mi piaci, certo spero di fare l'amore con te,sarei stupido a negarlo,ma in poco tempo in me è nato un sentimento che và al di là del sesso,desidero le tue labbra ma non farò mai il primo passo,se succederà è perché lo vogliamo in due”.
Si alza per sparecchiare,poi riappoggia tutto sul tavolo,si siede sulle mia gambe e ci baciamo.
Incredibile è vero, un bacio può farti sentire le farfalle nello stomaco,sono immerso in un mondo onirico,una sensazione mai provata prima,ed è solo un bacio.
Credo che anche per lei sia diverso,ci mette passione,le lingue desiderose di fare conoscenza schermagliano una danza carica di desiderio,la mazza è dura come acciaio,lei non può non accorgersi,ci è seduta sopra,sento il suo calore.
Restiamo avvinghiati a pomiciare, nessuno dei due sembra voler smettere, sono assetato, assetato di lei.
All'improvviso si stacca :”è sbagliato,non posso,io..,io”,non le dò il tempo di dire altro la tiro a me e l'avvolgo tra le braccia,sono assetato delle sue dolci labbra,tenta di ritrarsi ma è solo un attimo,poi si lascia andare con una passione mai vista.
Il suo cellulare squilla,rapiti nella passione quasi non sentiamo ma dopo una breve pausa riprende a trillare,a malincuore smettiamo, lei risponde.
Niente di grave, l'amica non vedendola arrivare si stava preoccupando, Julia le aveva detto che sarebbe tornata dopo poco.
“Devo andare”,”certo prima viene Micaela,sei adorabile non ho mai incontrato una come tè,non voglio mettermi di traverso,ti desidero è giuro che non è un gioco, aspetterò con tè vale la pena ma promettimi che non sarà l'ultima volta,ti imploro,ho bisogno di te”.
Deve andare,ma le nostre labbra si attraggono come calamite,ci sbaciucchiamo fino all'arrivo dell'ascensore al piano,quando la porta si chiude sento un tonfo al cuore.
Passo una brutta notte,se chiudo gli occhi,mi rivedo mentre ci baciamo ma ho timore che domani qualcosa possa cambiare, Julia è insicura, anche lei lo ha voluto ma la paura è che cambi idea su di noi.
Al mattino come sempre arriva puntuale,sono agitato, è da un quarto d'ora,che aspetto il verdetto.
Scendo,il suo viso è sereno,mi avvicino,cerco di leggere nel suo sguardo,siamo a pochi centimetri,chiudo gli occhi nella speranza di sentire il contatto con le sue labbra,il cuore batte forte, sembra passata un'eternità,ma quando ormai sto perdendo la speranza, sento il morbido delle sue labbra e mi sciolgo,non so se esiste il colpo di fulmine ma sento di non poter più fare a meno di lei.
“Andiamo che è tardi tu mi fai girare la testa,ho pensato a noi tutta la notte,sei veramente sicuro? La mia non è una situazione facile e non so come comportarmi con un uomo,e da quando il padre di Micaela è sparito che non ho avuto storie,avevo giurato di vivere solo per lei ma tu hai sconvolto il mio mondo ed è la cosa più bella che poteva capitarmi,ho paura, paura di non essere alla tua altezza”.
Non voglio rovinare questo momento mi limito a tenerle la mano per trasmettergli il sentimento che provo,ultimo semaforo e poi svolto nel parcheggio,come sempre qualcuno ci osserva è normale tanti sono in cerca di pettegolezzi e il dirigente con la donna delle pulizie è uno scoop non da poco.
Scendiamo dall'auto,lei si dirige a passo veloce,un collega mi ferma,non mi è mai stato particolarmente simpatico,un tipo borioso,una leggera.
“Dimmi un po',la cavallona rossa scopa bene,che c'è tra voi”,nel frattempo un gruppetto si avvicina curioso di sentire le novità.
“Vuoi sapere cosa c'è tra di noi,una cosa che non conosci,si chiama rispetto,e non parlo della mia vita con un buzzurro,bada bene a non importunarla chiaro!!!”.
Incuriosita dal capannello di persone Julia era tornata sui suoi passi,mi guarda leggo amore nei suoi occhi,prende l'iniziativa e mi bacia davanti a tutti,poi arrossisce come una bimba sorpresa a rubare la marmellata.
“Scusalo tesoro,certa gente non può fare a meno di impicciarsi dei fatti altrui,ci vediamo più tardi, ciao amore “.
Mi è uscito spontaneo,ha parlato il cuore, lei mi guarda sconvolta,una lacrima le solca il viso,le sue labbra si muovono,un suono tenue,parole sussurrate:”ti amo anch'io “.
Quello che non riuscivamo a dirci l'abbiamo gridato al mondo e la cosa mi rende felice .
La voce corre alla velocità della luce, spero che la cosa non le crei difficoltà,per fortuna succede l'opposto,sia a me che a lei,in diversi si congratulano.
All'uscita,quasi c'è imbarazzo,salita in auto mi dice :”che facciamo ora",”in che senso “,”hai visto,pensano che sia la tua ragazza,ti prenderanno per scemo o morto di figa”,ho fatto pochi metri,inchiodo.
“Ancora questa storia,senti Julia se non ti vado bene o hai qualcun'altro basta dirlo,io non sono pentito di aver dato spettacolo, quello che provo è questo ma visto che a tè non va bene amici come prima, inutile inventare scuse”.
Riparto lei si chiude in silenzio,la porto vicino a casa sua,ho perso le staffe ma questo suo tiramolla è una tortura:”bene siamo arrivati,domani mattina alla solita ora,ciao”, sembra voler dire qualcosa,poi abbassa gli occhi e scende,con la coda dell'occhio vedo che si ferma e fa dei passi verso di me,l'ignoro e parto,non ho un carattere fumantino ma mi sento preso per i fondelli.
La mattina successiva non viene,spero che non molli il lavoro,in azienda chiedo notizie, è presente probabilmente ha preso un pullman o ha chiesto passaggio a qualcuno.
Dovrei essere incazzato ma la verità è che già mi manca, attento Livio a non fare castelli in aria, meglio mettersi il cuore in pace e cercare di rimanere amici.
La sera mi attardo per sbrigare un arretrato,quando finisco la vedo alla fermata del pullman,probabilmente è da ore che è lì che aspetta,qui passano pochi mezzi che servono le aziende,perso uno bisogna aspettare quelli che portano i turisti e da quanto ne so montano alle ventuno o alle ventidue.
“Ciao”,”ciao Livio”,”si può sapere perché questa mattina non sei venuta?” “Io…,eri arrabbiato e hai fatto troppo per me,scusami sono…”,”lascia perdere,sali se no qui fai notte”.
Il suo disagio è palpabile,decido di non tornare sull'argomento, è brutto viaggiare in silenzio avendola accanto,devo riuscire a non farmi condizionare dai sentimenti, almeno come amica non voglio perderla.
“Livio ti spiacerebbe accompagnarmi a casa di Zara,non mi fido a camminare qui a quest'ora,sai non è la prima ad essere rapinata e stuprata,la mia amica abita due chilometri lungo questa strada dove ci sono le villette,poi ci riaccompagna a casa suo marito “.
Cosa mi costa accompagnarla, perché si comporta così, maledizione possibile che non si lasci andare nemmeno un pochino.
L'amica abita in una villetta bifamiliare, fermo l'auto,lei saluta con un tono di voce triste, sembra dispiaciuta della situazione,mi domando dove sto sbagliando.
Avvilito vado verso casa,pochi chilometri e ricevo una telefonata:”pronto Livio,devo chiederti un grande favore,mi dispiace tu hai già fatto tanto per me'.. “,”dimmi,a una amica non si nega un favore “,”è che Paolo il marito di Zara ha l'auto a riparare e io..”,”tranquilla,dieci minuti e arrivo “.
Mi aspetta fuori in strada,strano non vedo la bambina,mi chiedo se esiste davvero:”scusami,sono una povera idiota,il capo mi ha detto di uscire prima,che non avrei fatto in tempo a prendere l'autobus ma io testarda volevo finire un lavoro e un'altra volta ho avuto bisogno di te”.
“Non preoccuparti,se non vuoi o non puoi essere la mia compagna almeno considerami un caro amico di quelli presenti nel momento del bisogno e tua figlia? Come mai non è con tè“.
“I bambini hanno giocato tutto il giorno,quando sono arrivata già dormiva e Zara mi ha convinto a lasciarla dormire tranquilla,domani la porterà lei a scuola”,in viso ha un velo di tristezza.
L'accompagno fin sotto casa, inaspettatamente:”Livio vuoi salire? Ho solo della grappa che mi ha spedito mia zia”,”se non disturbo più che volentieri,un liquore offerto da una bella donna non si rifiuta mai”.
Cinque piani senza ascensore, tutt'intorno degrado, c'è di tutto lungo le scale, rifiuti di ogni genere compreso delle siringhe, vivere in un posto del genere è un incubo,non sai mai chi c'è dietro la porta.
Ci risiamo,in questo momento vorrei che si trasferisse da me',se non come fidanzata come ospite ma è troppo testarda non accetterebbe mai, però devo provarci,non è un ambiente dove crescere una bambina.
Entriamo nel piccolo monolocale, un'altro mondo, tutto lindo e profumato, probabilmente il poco mobilio era già lì,un tavolo riverniciato più volte,due sedie sgangherate,due brandine,una grande e una piccola,un ripiano con su un piccolo fornelletto per cucinare ,poche mensole,un frigorifero vecchissimo e un armadio, tutto qui,in un angolo una tenda, sicuramente dietro c'è il bagnetto.
Però le pareti sono imbiancate di fresco,il pavimento seppur logoro è pulitissimo,e sull'unica finestra delle tendine pulite.
“La nostra reggia”,”in perfetto ordine,non potevo aspettarmi altro da tè, però il caseggiato è malmesso e le frequentazioni pessime,senti hai un contratto in regola?”
“No ,nessuno affitta un appartamento a una donna sola con una figlia senza un lavoro in regola,la signora che me l'ha affittato è stata l'unica a fidarsi,non avevo altra scelta “,”fidarsi? Scusa la domanda ma quanto ti costa”,”trecento più la bolletta della corrente “.
Penso a chi mai potrebbe affittare una topaia per tutti quei soldi esentasse,il mondo è pieno di approfittatori e sono sicuro che Julia sicuramente non sa che tra qualche mese abbatteranno il palazzo per fare un supermercato.
Beviamo la grappa,non riesco a non guardarla mi rendo conto che sarà difficile considerarla solo un amica,devo dirglielo.
“Julia,la verità è che credo di essermi innamorato ma non è solo per questo che ti chiedo di trasferirti con la bambina da me,la proprietaria sicuramente si è scordata di dirti che tra pochi mesi abbattono il palazzo e tu finisci in mezzo a una strada”.
“Che dici è impossibile,non mentire ,lo sai tra noi è impossibile “,”questo lo dici tu perché non vuoi e io non posso costringerti ma non ti mentirei mai,ti chiedo di aver fiducia, domani ti mostro l'articolo che parla del nuovo centro,dimmi pure che sono un'idiota,ti chiedo solo di convivere non di dormire nello stesso letto, comunque non rispondere ora, prenditi tutto il tempo necessario,si è fatto tardi, grazie per la grappa a domani alla solita ora”.
Non le dò il tempo di ribattere meglio che ci pensi con calma,esco,sulle scale ragazzi che si drogano,non posso sopportare l'idea che lei rischi la vita.
Sette trenta,ancora non si vede,forse è meglio che stavo zitto,eccola finalmente,sempre col solito vestito,le dona ma è primavera avanzata,io ho un armadio pieno di abiti di Elisa praticamente nuovi, alcuni mai messi, spero almeno in questo di convincerla,le parlerò solo se si presenta l'occasione non voglio pensi che è un altro tentativo per farla cedere.
Cinque chilometri senza parlare con accanto la donna che desidero ardentemente sono un eternità,poco prima di arrivare:”hai detto la verità su casa?” “Non potrei mentirti e lo sai,cerco su internet alle dieci vieni al punto ristoro ti mostrerò l'articolo , adesso scendi o baciami”.
Apre la portiera,ha già un gamba fuori,poi si getta tra le mie braccia,un bacio carico di passione,non può fingere anche lei prova qualcosa ma non riesce a lasciarsi andare completamente.
Purtroppo dobbiamo smettere è tardi,trovo un mare di articoli sul nuovo supermercato, l'ultimo cita la data di inizio lavori, è tra venti giorni.
Alle dieci la macchina del caffè è piena di colleghi,la vedo in un angolo appoggiata a una colonna :” Julia ,vieni , brioche e cappuccino?”,la gente si volta qualcuno saluta e si sposta per lasciarla passare,del resto per tutti è la mia ragazza.
Per fortuna l'imbarazzo dura poco,credo abbia appetito,non avrà fatto in tempo a fare colazione,le passo i fogli stampati,poi le bacio la fronte:”cara ho una riunione,ci vediamo nel parcheggio”.
Non è una scusa,sono impegnato tutto il giorno,quando esco è lì che mi aspetta .
“Maledizione mi sono fatta imbrogliare un’altra volta, adesso sono nei pasticci,tra venti giorni Zara andrà in ferie e non so come fare con Micaela “, è nervosa il viso rigato di lacrime,parto e mi fermo in un luogo tranquillo.
“Julia, rifletti forse è destino,tu sai quello che provo e non ti sono indifferente,ti chiedo solo di avere fiducia,io credo in tè”,ha uno scatto di nervi:”fiducia? L'ultima volta che ho avuto fiducia di un uomo e mi sono completamente abbandonata al sentimento sono rimasta sola con una figlia da crescere e senza risparmi,quei pochi soldi che avevo sono spariti con lui,tu mi chiedi di fidarmi ma io ho paura, paura di innamorarmi e poi di essere accantonata e poi ho una figlia,come puoi accollarti il peso, certo magari i primi tempi per avere la madre,tutto va bene ma quando il desiderio scema,resta solo un peso da sopportare una zavorra “.
“Julia,prima di tè c'è stata solo una storia seria, anch'io ho avuto il cuore infranto,non lo nego ti desidero,ogni notte sogno di fare l'amore con tè ma non ti farei mai una bastardata so cosa vuol dire soffrire per amore,domani è sabato mi porti a conoscere Micaela,passiamo insieme il weekend, lo passiamo da amici e poi vedremo”.
“Non so, mettere in mezzo Micaela,lei sente la mancanza di una figura maschile e non voglio che soffra e poi…all'inferno baciami”.
Non ci limitiamo a questo, mentre ci baciamo mi prende la mano e la porta in mezzo alle sue gambe,le mutandine sono fradice,le scosto, la passera è ricoperta da una folta pelliccia appiccicosa di umori,non riuscirei a resistere oltre,abbasso i ribaltabili,lei nonostante lo spazio ristretto spalanca le gambe.
Sono attratto come una falena dalla luce,forse vuole solo scopare,ma non resisto,la lingua titilla il grosso clitoride che diventa duro,dalle grandi labbra escono umori profumati,lecco come un affamato da giorni,sono dolci come miele.
Julia si agita ansima forte,ha una miriade di piccoli orgasmi, probabilmente dovuti alla prolungata astinenza,mi tiene schiacciata la faccia sulla passera ma non ho nessuna intenzione di smettere,prima voglio sentire le sue urla di piacere,passa poco tempo e vengo accontentato.
Urla l'orgasmo a pieni polmoni e si abbatte a peso morto sul sedile,subito la bacio facendogli assaggiare il suo miele.
“Scopami ti prego,non resisto più ti voglio sentire dentro di me”,il sogno si avvera,la verga grazie agli abbonati umori affonda nella calda tana fino a cozzare il collo dell'utero,ha una smorfia di dolore,mi fermo ma lei mi incita a continuare.
Mi sento un toro,stantuffo stringendo i denti per non venire subito, troppo è il desiderio di lei.
“Attento non venire dentro,non sono protetta”,rallento, voglio resistere,portarla all'apice e raggiungere insieme l'orgasmo.
Julia rivolta gli occhi dal piacere,sussulta, l'orgasmo sta per esplodere :”così,così,siiiii”,faccio appena in tempo a uscire, schizzo sperma sulla sua pancia e sul vestito,lei trema come una foglia,la stringo in un abbraccio per dimostrare tutto l'affetto.
“Attento,sono piena ti macchie,miseria cola anche sui sedili ma quanta ne avevi?”
“Ti desidero da troppo tempo, guarda che effetto mi fai”, ho ancora la mazza in tiro,la guarda stupita :”sei insaziabile,non hai qualcosa per pulire questo disastro”,
prendo dal cruscotto delle salviettine umidificate,lei si pulisce alla meglio il pancino e gli schizzi sul sedile mentre impreca nella sua lingua.
La guardo affaccendata,lei incrocia il mio sguardo :”che hai da sorridere?” “ È la nostra prima volta, voglio fissare nella mente questo momento",fissò i suoi occhi poi lo sguardo scende sulla passera.
“Scemo, smettila,hai ottenuto il tuo scopo”,” e no Julia, voglio di più molto di più, desidero una compagna con cui condividere gioia e dolore,una persona sensibile,dolce, adorabile, insomma ti voglio nella mia vita”.
“Ancora questa storia, certo che mi piaci e la prima volta che mi faccio toccare da un uomo dopo nove anni,ora piantala e portami da Zara”.
“Certo che sei testarda,una vera zuccona,ti voglio al mio fianco non solo nel letto e non importa se ti ritieni inadatta,brutta,una zavorra,se non ti è chiaro ora andiamo a prendere la bambina poi svuoti casa e ti trasferisci nella nostra e sottolineo nostra,chiaro!”
Per un attimo sembra ribattere poi le labbra si attirano come calamite,mi auguro che i suoi dubbi svaniscano ,sono certo dei miei sentimenti e lei non è Elisa.
“Va bene,proviamo ma ti avverto che non è facile vivere con me e poi c'è da vedere come reagisce Micaela ,te l'ho detto, lei viene prima, adesso andiamo prima che cambi idea”.
Sono felice ma temo l'incontro con la figlia,non so come comportarmi coi bambini, spero mi accetterà.
Arriviamo alla villetta dell'amica ,scendiamo e insieme raggiungiamo il cancelletto ,la vedo tesa,le stringo la mano per infondere coraggio,mi guarda un'ultima volta e suona.
L'amica esce :"Ciao Paolo ha portato i bambini al parco,dai raggiungiamolo”,mi vede e si blocca :”e lui?” “È Livio “,”quel Livio? Bene finalmente ti sei decisa a presentarlo “,mi stringe la mano :”pare che la mia migliore amica ha un debole per tè,a prima vista non mi sembri male,ma ti avviso se vogliamo rimanere amici trattala con i guanti “,”posso darti del tu, bhe' si visto che hai cominciato tu,per me Julia è preziosa e il sentimento che provo è pulito,le intenzioni migliori “,”bene,bene,una grande notizia, Julia si merita il meglio,venite raggiungiamo Paolo,ah tu ti fermi a cena e non è una domanda,devo conoscerti meglio “.
Io e Julia ci guardiamo,fa spallucce:”è fatta così ma è meravigliosa”,il parco è a pochi passi,la bimba vede da lontano la madre e le corre incontro.
Resto di sasso, è un clone,la sua versione in miniatura,nessuno metterebbe in dubbio che sono mamma e figlia,arriva e le salta al collo :”mamma ti voglio bene,domani zio Paolo ci porta allo zoo, posso vero?”
Devo darmi un pizzicotto per riprendermi dalla sorpresa, Micaela mi guarda curiosa,non è normale vedere la madre con un uomo:” ciao,tu devi essere,aspetta adesso ci penso, mi ricordo che il nome comincia con la lettera elle ed è corto, trovato,sei Livio,lo sai che ho aiutato mamma a preparare la torta che ti ha portato ,era buona vero?”
“Buonissima ti và di insegnarmi insieme a mamma sai so preparare dei buoni pranzetti ma coi dolci sono negato”,si mette a ridere:”certo ti aiuto ma la mamma è più brava,dai vieni a spingere l'altalena voglio andare più in alto di Cloe “,”certo preparati a volare”,le prendo le braccia e la faccio girare come una trottola sollevandola da terra ,urla felice :”guarda mamma volo,volooo”.
Non per arruffianarmi ma mi è subito simpatica a pelle , peccato che inizia a girarmi la testa ,mi prende per mano e corriamo verso le altalene.
Sorpresa :”Livio allora sei tu l'uomo misterioso di Julia”,”Paolo ? Incredibile, è vero che il mondo è piccolo”,facciamo lo stesso lavoro e ogni tanto ci si incontra durante i convegni.
Ci impegniamo a fare volare sempre più in alto le altalene,le urla felici dei bambini impediscono di sentire,a poca distanza le due ragazze chiacchierano tra loro guardano nella nostra direzione e ogni tanto sghignazzano.
Mi sto divertendo e ho la sensazione di aver rotto il ghiaccio con la piccola,sono al settimo cielo,con un alleata così il più è fatto.
Portarle via dai giardini è un'impresa,carico Micaela sulle spalle e prendo per mano Julia, finalmente la vedo serena e la cosa mi stringe il cuore.
Ceniamo in allegria poi le bambine vanno in cameretta a giocare, l'atmosfera è rilassata,sono una bella famigliola, spero un domani con Julia di costruire qualcosa di simile.
Paolo è in vena di ricordi:”Livio,tu lo sai ero uno.. bhe' non dico un puttaniere ma nemmeno uno stinco di santo,poi durante una trasferta di un anno in Romania ho conosciuto Zara e la mia vita è cambiata e credimi non sono pentito,si dice che è meglio cambiare spesso minestra ma se trovi la persona giusta ti passa la voglia di fare il galletto,vero cara?”,”certo anche perché se ti becco a fare il galletto ti spenno”.
Scoppiammo a ridere,poi mi viene spontaneo chiedere :”voi ragazze vi conoscevate da molto”, Zara guarda Julia che fa' un cenno di assenso.
“Dalle elementari ,le nostre famiglie abitavano in un piccolo borgo, famiglie povere che vivevano dei pochi frutti della terra,noi tutti i giorni a piedi ci facevamo cinque chilometri per raggiungere la scuola,eravamo già da allora così attaccate che ci chiamavano le sorelle,poi purtroppo i suoi sono morti”, Julia si lascia andare ai ricordi “papà è finito sotto un trattore,mamma era la,ha fatto di tutto ma non c'è stato nulla da fare, è morto prima che arrivavano i soccorsi.e mamma non ha retto al dolore dopo un mese è morta d'infarto e sono andata a vivere da una zia in un altro paese”.
Non faccio altre domande,non voglio ricordi quei momenti tristi,la vita non è stata generosa con lei,certo sono curioso di sapere d'altronde si tratta di lei ma se vorrà un domani me ne parlerà,ora il mio unico pensiero è costruire il presente il nostro presente.
Zara coi suoi modi sbrigativi :”tesoro ti fermi qui o torni nella topaia”, Julia mi guarda, è indecisa,spero trovi il coraggio.
“Ecco .. Livio mi ha proposto di trasferirci da lui”,guarda l'amica come aspettasse un rimprovero per qualcosa di sbagliato.
“Bene,allora sbrigatevi,dovete organizzarvi e dopo fare l'amore , domattina qui puntuali alle nove non un minuto in più non mi piace aspettare”.
Andiamo in cameretta, Micaela capisce che è ora di andare, vorrebbe fermarsi dall'amica ma non dice nulla solo il viso è triste,in auto Julia le parla.
“Senti amore ti andrebbe di andare da Livio,sai ha una bella casa e….”,”mamma non sono una bambina piccola, Livio è il tuo moroso,che dici posso portare il mio orsacchiotto preferito “,la scena è struggente, Julia abbraccia la figlia e non riesce a trattenere le lacrime.
“Mamma non piangere,oggi eri allegra,e poi la nostra casa non mi piace e Livio è simpatico “,mi commuovo, Micaela è adorabile.
“Senti,ora è tardi , domani passiamo a prendere i tuoi giochi,lo sai da questa sera hai una cameretta tutta per te,in questi giorni decideremo insieme come trasformarla e potrai invitare a giocare i tuoi amici”,non risponde, Julia mi dice di fare silenzio,si è addormentata.
Arriviamo posteggio l'auto nel garage, Julia apre la portiera posteriore per prendere la bambina :”lascia ci penso io devo abituarmi,tu apri l'ascensore e la porta”,il suo sguardo è tutto un programma,serena e rilassata è ancora più bella.
Micaela non è proprio leggera,la deposito sul mio letto e andiamo a preparare il suo, sarà felice un letto da una piazza e mezza al posto della sua brandina,lavoriamo scambiandoci sorrisi,quando il letto è pronto ci mettiamo Micaela mi viene spontaneo darle il bacio della buonanotte.
“Bhe' speriamo che non si svegli in un ambiente sconosciuto e si spaventi,sai è sempre stata accanto a me'”,”vorrà dire che per questa notte ci conteniamo,anche se solo l'idea di stare a letto con tè mi eccita ma non importa c'è tempo “ad un certo punto ride sorniona :”che c'è “,”non te la cavi male come papà “, è una promessa? Guarda che ti prendo in parola”,”scemo,ho ancora da pensare a Micaela”,”in due è più facile non credi, dovresti trovare una ragazza per starle accanto quando siamo al lavoro,non puoi sempre dipendere da Zara”,”gia e il mio stipendio lo giro a lei,,guarda che io non mi faccio mantenere”.
“Ahai,il primo litigio, andiamo a letto a fare la pace,giuro che faccio il bravo ragazzo “.
Diamo un'ultima occhiata all angioletto che dorme serena,in camera si spoglia e piega il vestito è la prima volta che la vedo in intimo,non vedo l'ora che si spogli completamente :”vado a fare la doccia e la pipì”,faccio la faccetta da cane bastonato:”almeno la doccia facciamola insieme,in cabina ci stiamo comodi”,abbassa gli occhi e guarda il rigonfiamento dei boxer :”solo la doccia? Sicuro,peccato magari potevamo fare qualcosina”.
Entriamo insieme in bagno e finalmente la vedo nuda, deglutisco non sarà una modella ma mi piace tantissimo,guardo il suo corpo a bocca aperta :”dai spogliati anche tu e chiudi la bocca se no ti entra l'acqua,la temperatura è perfetta,sono giorni che sogno di farmi una bella doccia bella tranquilla,a casa non c'è l'acqua calda e devo scaldare l'acqua nella pentola per lavarci,per fortuna c'è Zara e le docce al lavoro,se no sai la puzza “.
Sono completamente ubriaco di lei e lo sa bene,non posso nascondere l'erezione,mi afferra la mazza e mi attira sotto i getti tiepidi.
Si struscia sul mio corpo,la promessa di non fare nulla và a farsi benedire,ci passiamo a vicenda la spugna e il bagnoschiuma,troppo eccitante, è lei a fare la gattina provocante,mi pianta le unghie nella schiena,roba da brividi,poi si appoggia alle piastrelle si piega e scodinzola.
Mi inginocchio a leccarle la patata,un mix di acqua e umori, è calda, bollente,mi alzo la cappella cerca la via,lei mi aiuta con la mano a trovarne l'entrata.
Facciamo sesso,il desiderio ci consuma,ogni affondo è una tappa verso l'apice,sensazioni mai provate neanche con la mia ex, entrambi siamo consapevoli che sono in dirittura d'arrivo,
“Resisti”, mentre lo dice si sfila e si mette in ginocchio ,imbocca la verga e pompa,si capisce che non ha esperienza,lo fa in modo meccanico, più che partecipe è un modo per ringraziare, difatti alla prima contrazione della verga molla la presa.
Chiudo gli occhi,mi masturbo e vengo,quando li riapro,la scena che appare è esilarante, Julia inesperta non si è nemmeno spostata,nonostante lo scroscio d'acqua ha gli occhi e i capelli pieni dei miei schizzi e un'espressione stupita stampata in viso.
L'ultima cosa che voglio è che l'esperienza la traumatizzi,non c'è miglior preliminare che un sessantanove ben fatto, peccato rinunciarvi.
Devo rimediare, anch'io mi inginocchio sul piatto doccia,con un dito raccolgo sperma dai suoi occhi , lei li apre e mi fissa :”tesoro a tante donne piace il sapore della sborra quindi non dev'essere poi così male”la porto alla bocca e mi succhio il dito,poi ne raccolgo altra dai suoi capelli la porto alle sue labbra carnose e le dico :”prima di dire che fa schifo prova non sarà buona come il tuo miele ma non è malaccio”,e indecisa assaggia con la punta della lingua :”brava così,tienine un po' in bocca”,obbedisce,non le dò il tempo di pensare,le labbra si uniscono,un bacio carico di libidine,ci scambiamo di bocca in bocca lo sperma poi si decide a inghiottire.
Continuiamo a baciarci,il desiderio di lei non si esaurisce ma anche Julia è assatanata,ancora bagnati usciamo dalla doccia, l'intenzione e di continuare a letto ma anche in preda alla libidine esce il suo istinto di massaia perfetta, rotoliamo avvinghiati sulla moquette,ricopro di baci palmo a palmo il suo corpo,palpo il seno una terza piena,succhio i capezzoli che sembrano fragoline,poi giù sempre più giù, voglio godermi e conoscere ogni parte del suo corpo fino a arrivare ai piedi,li massaggio e succhio tutte le dita poi lentamente faccio il percorso inverso lei ansima si agita,anche a occhi chiusi,sto iniziando a individuare i suoi punti erogeni,a guidarmi basterebbe il profumo che emana la passera completamente fradicia.
È il momento tanto agognato,mi metto in posizione,la verga dura come roccia a pochi centimetri dal suo dolce viso,mi dedico al cunilingio, voglio che goda come non mai ed a giudicare dai fremiti ci sto riuscendo.
Dopo poco sento la sua mano stringere la mazza poi leccatine sulla cappella e infine un vero pompino coi controfiocchi, più le dò piacere e più ne ricevo,ha supplito un'esperienza con la voglia,ultima cosa che desidero è traumatizzarla, quando sono in dirittura d'arrivo l'avviso ma lei accelera fino a succhiarmi anche l'anima.
Incredibile ha bevuto fino all'ultima goccia,poi con sguardo da porcella mi mostra la bocca piena e ingoia con aria soddisfatta, adoro questa donna.
Finalmente tocchiamo il letto esausti dalla battaglia amorosa,un ultimo bacio e crolliamo tra le braccia di Morfeo.
Julia alle otto,mi sveglia :”Livio alzati,dobbiamo prepararci è tardi”,”e la bimba?”,”accidenti non sono neanche andata a controllare, maledetto mi fai perdere la testa”,curioso la seguo in cameretta.
Micaela è sveglia,si stiracchia:”mamma questo letto è bellissimo,e i cuscini morbidissimi,i miei peluche staranno belli al caldo,lo sai questa notte mi sono svegliata,mi scappava pipì,volevo cercarti ho aperto una porta e c'era il bagno,forte mamma un bagno tutto mio,grazie Livio qui e bellissimo”.
Salta giù dal letto e mi salta al collo e mi abbraccia forte,mi intenerisco, Julia guarda la scena a bocca aperta :”Livio mi aiuti tu,non riesco mai a mettermi la salopette ,io mi lavo mentre mamma scalda l'acqua”,”vieni teso guarda,basta aprire il rubinetto così e l'acqua calda arriva e se giri la leva puoi averla più calda”,”forte,come a casa di Cloe ‘,”a proposito ti ricordi che dobbiamo andare allo zoo”,si mette a saltare sul letto felice,io e Julia ci guardiamo e una forza invisibile unisce le nostre labbra.
“Avevo ragione, avevo ragione,siete morosi,che bello”,”amore non ti dispiace,eravamo sole io e te”,”si ma tu è da ieri che sorridi e mi piace Livio è bravo e ha una faccia simpatica”.
Arriviamo con pochi minuti di ritardo,Zara è fuori che ci aspetta:”scusa la bambina non si sveglia”, Micaela non le regge il gioco:”bugia,bugia,continuavano a baciarsi “, Zara sorride :”niente da obiettare è un caso di forza maggiore,lo zoo e lì che ci aspetta,allora ragazzine su che auto volete andare”,le due si guardano,giocano a morale e la prescelta è l'auto di Paolo.
Lo zoo è a trenta chilometri in direzione mare, durante la strada chiacchieriamo di cose futili, finalmente certi discorsi sono alle spalle.
“Dimmi la verità,hai dei nipotini,sei troppo bravo, Micaela non è una facile,pensa che a volte nei negozi si attacca alla mia gonna “,”a vederla non si direbbe,forse sente cosa c'è tra noi due e poi come non amarla è la tua fotocopia in piccolo”.
Giornata fantastica,le bambine si divertono un mondo, Micaela spesso mi prende per vedere insieme degli animali buffi,poi ci fermiamo in area pic-nic,pensavo che saremmo andati in trattoria,non ho nulla con me,Zara mi guarda divertita:”e adesso cosa mangiate?”,”non sapevo,credevo…”,”interviene Julia:”dai smettila,noi abbiamo un patto,quando facciamo una scampagnata il cibo si porta una volta a testa”,”ma smettila,la faccia del tuo uomo era troppo divertente “.
Capisco perché loro due sono così attaccate, Zara è una forza della natura,ci stiamo godendo il sole con la pancia piena,mentre a turno io e Paolo giochiamo con le bimbe a fare saltare sassi piatti nel laghetto,ho appena finito il turno mi stendo a dorso nudo accanto a Julia quando trilla il telefono, è Maria, metto il vivavoce.
“Ciao,meno male che ti facevi sentire,senti sono curiosa,come va con Julia”, mi blocco non so cosa rispondere,interviene Zara, ciao Maria mi riconosci?” ,”certo sei quella fuori di testa di Zara che ci fai con Livio”,”che dici mi offendi,dimmi come va al paese,se non sbaglio in questo periodo ci organizzano feste”,”come sempre,e all'ora Livio come ti sembra Julia,mi raccomando di essere gentile con lei,se la conosci meglio la apprezzerai di più”.
E sempre Zara a parlare :”più di così non credo,il furbacchione e la mia cara amica vivono insieme, dovresti vederli come sono teneri i piccioncini “,”taci un attimo Zara, Livio togli il vivavoce ,no anzi, Julia sono felice per tè,Livio è un ragazzo d'oro,questa sera quando non ci sono impiccioni intorno fatemi una videochiamata,ciao ragazzi, felicitazioni “.
Julia è arrabbiata con Zara :”di che ti impicci “,”e smettila, l'amore è la cosa più bella della vita, dovresti urlarlo al mondo.
A suo modo Julia lo fa',col suo carattere riservato certe effusioni in pubblico fino a ieri erano inconcepibili ora nonostante la presenza della figlia ci scambiamo baci e carezze.
Al rientro in città Micaela dorme, nonostante la prendo in braccio per cambiare auto neanche le cannonate la svegliano,di cenare non se ne parla,la mettiamo a letto facendo attenzione a non svegliarla,in punta di piedi ci allontaniamo ma con voce assonnata :”mamma, Livio,il bacio della buonanotte se no non riesco a dormire”.
Ci guardiamo stupiti a turno le baciamo la fronte e in un attimo piomba nel mondo dei sogni.
“Livio domattina mi porti a casa a prendere le nostre cose”,”certo,ora è questa la tua casa,la nostra”,”Livio non ti arrabbiare ma devo ancora abituarmi all'idea,ieri ho deciso di seguirti e tu lo sai quanto ci ho pensato prima,tu hai stravolto il mio mondo,un sogno che pensavo irrealizzabile,ora sono io a dirtelo,ti amo,credevo che il mio cuore fosse arido,che c'era spazio solo per Micaela ma poi ti ho incontrato,non finirò mai di ringraziare Maria “.
“Tu? Dobbiamo farle un monumento,dai adesso svuotiamo il frigo,ho fame”.
Svuotare è la parola giusta,non mi sarei mai aspettato tutto questo, tutto di Julia mi piace,la guardo e penso a come sarebbe stato bello presentarla ai miei genitori ,spero che da lassù mi vedano e siano felici.
La casa è calda, Julia fa una cosa inaspettata va in bagno e esce nuda,sono colto da un mix di stupore e eccitazione:"amore hai qualcosa da prestarmi ,la passera puzzava come una capra e il vestito è pieno di terra,ho messo tutto a lavare”.
“Quasi, quasi ti dico che non ho niente,io e l'inquilino al piano sotto ti preferiscono così”,”ma dai non essere impaziente, anch'io ho voglia,ma prima vorrei soddisfare un'altro appetito”.
“Facciamo un patto,tu ogni tanto quando non c'è Micaela mi fai queste sorprese e io penso al resto,vieni ho nello studio un armadio pieno di abiti e intimo, più ho meno della taglia giusta”.
Mi aspetto a domanda classica:”hai conservato cose della tua ex, benissimo,comprare abiti nuovi sono soldi buttati, speriamo che c'è qualcosa che mi và bene”.
Apro l'armadio, Julia è allibita:”ma da dove arriva tutta questa roba,puoi mettere su un negozio e su certi c'è ancora il cartellino”.
“Elisa la mia ex soffriva di shopping compulsivo","deve essergli costato un patrimonio, perché ha lasciato tutto qui? Vi siete lasciati male?”
“Questa roba era quella che non le piaceva,tutto il resto l'ha preso”,”ma sono capi bellissimi per non parlare del intimo da sogno non certo adatto a una come me'”.
“Va bene cara, vorrà dire che ho dei gusti orridi,cosa posso farci mi piaci,mi piaci da morire,adoro tutto di te,anche quando puzzi,buona scusa per fare insieme la doccia”.
“Scusa se impiccio del tuo passato,mi dicevi che lei era una segretaria,ma questi prezzi sono troppo alti”,’facile basta usare la carta di credito del compagno,ok ho fatto la figura da scemo,sai lei mi ha affascinato,ero timido e imbranato e lei una manipolatrice “.
Guarda tutto,mette gli abiti meno eccentrici sulla scrivania,e estasiata guarda l'intimo.
"Hey,i patti sono patti, adesso scegli la vestaglia o il pigiama,resti così,vieni in cucina e mangiamo,per il dolce ho un idea”.
Mi salta al collo,la verga premuta sul suo ventre piatto,a malincuore le dico di togliersi se no la scopo sulla scrivania.
In frigo c'è giusto dell'arrosto avanzato, preparato giorni prima, pomodori e cipolle sono un ottimo contorno.
Incredibile il cambiamento di Julia,la ragazza timida è pudica è sparita,mangia tranquillamente nuda senza falsi pudori segno di intimità nei miei confronti.
In frigorifero ho un tubo di panna montata spray, glielo agito sotto gli occhi :”che fai,che ti salta in mente,se Micaela si sveglia e mi trova nuda è normale a casa spesso lo facevo ma se ben ho capito le tue intenzioni e ci becca cosa le dico?”.
“Che ti sei sporcata e io ti aiuto a pulirti,”no fermo,non fare lo stupido”,troppo tardi,ho imparato che i suoi capezzoli sono molto sensibili,ne mordicchio uno e lei perde ogni ritegno e contatto con la realtà,le spruzzo panna,sui capezzoli,la fossetta dell'ombelico e la passera,il miglior dessert che abbia mai mangiato,gli ansimi le sue urla di piacere sono così forti che temo che Micaela si svegli ma smettere è una parola, Julia è multiorgiastica il desiderio per troppo tempo represso è incontenibile,gli orgasmi non si contano,sono preso dalla frenesia ,lecco e succhio,la lingua si infila ovunque non risparmiando neanche il tenero pertugio che si apre come un fiore lasciando entrare la lingua in profondità.
Julia in un attimo di lucidità serra le gambe,mi prende per un braccio e mi trascina in camera da letto.
“bastardo mi fai impazzire adesso scopami, voglio sentire il tuo coso in profondità”,si mette a pecora,lo spettacolo che si offre alla vista risveglia la bestia che è in noi.
La posseggo come non ci fosse domani,una corsa verso il piacere, nessuno dei due è lucido,lei incita di sfondarla e io stantuffo sempre più forte,siamo in un bagno di sudore, resisto oltre ogni limite ma a tutto c'è un fine, quando mi urla di sborrarle dentro l’accontento ,ogni affondo uno schizzo,fino a crollare esausti.
Al mattino è la bambina a svegliarci,ci guarda con un sorrisetto ironico, nonostante le spiegazioni di mamma sicuramente ha capito,i bambini di oggi sono più svegli di quanto si possa immaginare.
Sale sul lettone e si mette in mezzo a noi :”mamma oggi é domenica,posso dormire ancora un po qui con voi”, l'imbarazzo è forte ma il suo atteggiamento intenerisce, Julia non sa che pesci pigliare,la bacio con in mezzo la bambina,non la sento muoversi,abbasso lo sguardo e scopro che dorme beatamente.
Restiamo per qualche minuto immobili poi con cautela ci alziamo :”adesso cosa le dico,come glielo spiego”,”non sono un esperto ma Micaela non mi sembra traumatizzata,se mi dai ascolto fai finta che quello che ha visto è normale,a volte siamo noi adulti a farci seghe mentali “.
“Si forse hai ragione,del resto non stavamo facendo niente di male “,”purtroppo,ok meglio non pensarci, andiamo a lavarci, nel bagno grande ci sono degli spazzolini nuovi,tu non ti trucchi, quindi doccia e poi prepariamo colazione così quando si sveglia Micaela facciamo spesa e trasloco “,”ok ma la doccia uno alla volta,se no so come và a finire “.
A malincuore penso che ha ragione,certe fantasie meglio farle quando siamo soli,Julia va per prima,io aspetto il mio turno.
Doccia e barba,quando esco quasi prendo in colpo,Julia ha scelto un abito, è splendida,mi guarda sorridente e fa' una piroetta su se stessa:”così ti piaccio” a malapena balbettò un “si ti sta una favola “, penso all'intimo che avrà scelto e la cosa mi eccita terribilmente.
Per prima cosa spesona all'ipermercato ,riempiamo un carrello, Julia è a caccia di offerte,si capisce che è abituata al risparmio,mi si stringe il cuore se penso a quante difficoltà ha dovuto superare.
Michaela non mi molla un'attimo,mi racconta tutto,la scuola,i compagni,quelli simpatici e quelli antipatici,il rapporto con la maestra e i giochi che preferisce,spero che col tempo continueremo ad andare d'accordo.
Seconda tappa il suo ex appartamento,nella buca delle lettere c'è l'avviso per l'affitto del prossimo mese,chiedo a Julia il numero della padrona e incazzato come una biscia telefono.
Gliene dico quattro e ancora di più,la bastarda sapeva benissimo che la casa tra pochi giorni verrà demolita e nonostante questo voleva spillargli ancora soldi prima che Julia di buttarla in mezzo a una strada.
Julia non mi ha mai visto incazzato,mi guarda stupita,io cerco di scusarmi per il modo in cui ho reagito ma lei mi anticipa:"Livio,benedico il giorno che Maria ci ha fatti incontrare,non ho nulla da darti,solo me' stessa, sappi che ti voglio un bene dell'anima”.
“Anch'io voglio bene a Livio,tanto,tanto”,”e io a tè tesoruccio,tu e la mamma siete un tesoro “.
Svuotare l'appartamento delle poche cose,devo impuntarmi per farle gettare tante cose che lei si ostinava a tenere,lei da un'ultima occhiata prima di chiudere la porta alla sua vecchia vita, è serena i dubbi su di noi sembrava messi alle spalle.
Scarichiamo in garage e poi raggiungiamo Paolo e Zara al parco,Paolo mi parla del viaggio che hanno in programma,a Julia brillano gli occhi sono anni che non torna in Romania.
“Dimmi dove abita Maria?” “ A Mamaia una località sul mare,sua sorella ha un piccolo ristorante con pensione”,”Paolo che giro avete programmato”.
“L'idea è di girare un po' e poi qualche giorno di mare, Zara ha fatto il programma, Carpazi, Transilvania, monasteri della Bucovina e poi mare”.
“Se non sbaglio partite a fine mese, Julia ti piacerebbe andare,non te l'ho mai chiesto,i tuoi documenti sono in regola,mi piacerebbe conoscere il luogo che ha visto i Natali alla mia compagna “.
“ Non so,ho la carta d'identità, Italiana e Rumena ma credo che il permesso di soggiorno sia scaduto “,”rimediamo,ora hai un lavoro, una casa,e un compagno domani accompagnamo nostra figlia a scuola e poi regolarizziamo i documenti in questura “.
La frase è uscita senza riflettere è stato il cuore a parlare,tutti mi guardano stupiti,il volto di Julia si riga di lacrime,mi stringe forte al petto singhiozzando.
“Mamma perché piangi”,”sono lacrime di felicità,vieni abbraccia tuo padre”.
Da quel giorno la mia vita è stata stravolta,tutto è cambiato,le vecchie abitudini accantonate.
Julia con dolcezza ha chiesto a Zara se poteva ospitare per una notte Micaela,non capivo ho chiesto perché.
“Taci e portami a casa”,quella sera per noi è stata la luna di miele,in verità la prima, Julia era scatenata peggio di una ninfomane,nel corso di una notte abbiamo ripercorso le strade dell'eros,mi ha donato anche l'ultima verginità che le era rimasta e a parte un po' di dolore iniziale ha gradito tanto che da allora è lei ha offrirmi il tenero pertugio.
L'indomani di buonora telefoniamo alle rispettive aziende per chiedere un permesso,portiamo Micaela e Dora a scuola poi in questura,per fortuna tutto si risolve in breve tempo.
“Allora è deciso,se telefonata Maria non rispondiamo,vedrai che faccia quando ci vede,mi ha sempre rimproverato che sono troppo abitudinario”,”sei proprio convinto,guarda che non sei costretto,certo mi piacerebbe vedere i luoghi della mia infanzia ma .”,”niente ma si è deciso, è la nostra prima vacanza insieme e non ci rinuncio”.
Non mi piace l'idea di partire con due macchine,parlo con Paolo e si decide di affittare una monovolume sette posti,i lunghi tragitti non mi sono mai piaciuti ma questa volta è diverso,siamo un'allegra comitiva e a ogni tappa ci diamo il cambio alla guida.
Una settimana di tour in lungo e in largo,la cosa che più mi ha affascinato è stata la magica atmosfera dei santuario della Bucovina con i loro meravigliosi affreschi e una sensazione di pace interiore,poi via direzione mare nero.
A dirla tutta preferisco il nostro mar ligure,in compenso il delta del Danubio è spettacolare,la cosa più divertente è stato l'incontro con Maria,non riusciva a credere ai suoi occhi,mi aveva maledetto perché non rispondevamo alle sue chiamate ora non ci molla un'attimo, naturalmente siamo ospiti nella sua pensione.
Il più bel ricordo di quel viaggio è stato quando Micaela mi ha chiesto di insegnarle a nuotare da allora siamo indissolubilmente legati,un figlio è colui che si ama,non importa di chi è stato il seme che l'ha concepita.
Al rientro in Italia a tutti gli effetti eravamo una famiglia, Julia non desiderava altro,sono stato io a insistere per spostarla e riconoscere Micaela come figlia e credetemi nonostante siano passati anni da quel giorno non mi sono mai pentito.


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